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La Tranquilla Passione. Il Tipo Passiflora.

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Eccoci arrivati al quinto articolo della serie “PsicoBotanica applicata al business“.

Abbiamo descritto nei precedenti articoli il giovane rampante, che è ossessionato dalla carriera (Tipo Edera), il depresso e amareggiato che vuole mollare tutto (Tipo Bardana), il procrastinatore che sogna il momento in cui potrà dedicarsi alle proprie passioni ma quel momento non arriva mai perché “deve lavorare” (Tipo Clematis), e la persona autorevole, calma, sorridente, sempre disponibile verso i colleghi, un vero leader insomma (Tipo Abete).

Adesso è la volta del quinto tipo, un collega che sembra sempre animato da una passione inesauribile. Ha energia, entusiasmo, voglia di fare. Sostiene sempre che vuole “seguire le sue passioni“.

Ma poi, molto spesso, va a sbattere. E quella che era una passione diventa un calvario.

L’errore fondamentale è quello di pensare che fare un lavoro che ci piace sia la soluzione. Perché quando arrivano i problemi va a finire che quella cosa che ci piaceva tanto finiamo per odiarla.

Analizziamo il termine “passione”, perché l’inghippo è tutto qui: deriva dal tardo latino passio-onis, derivato da passus, pati, che significa  «patire, soffrire».

La passione è quindi, in prima battuta, sofferenza. E quando usiamo questa parola per esprimere emozioni intense, come in amore, è perché nell’intensità della passione c’è sempre la componente della sofferenza, che sia fisica o spirituale.

Tornando a questo tipo psicologico in azienda, la persona in questione ha una forte componente emotiva, si accende facilmente, trascina anche gli altri in iniziative ambiziose, ma poi non riesce a sostenere, a livello psicologico, le normali difficoltà che una qualsiasi impresa porta con sé.

Ho associato questo tipo psicologico alla Passiflora (Passiflora Edulis delle Passifloraceae).

E’ una pianta meravigliosa, originaria del Sudamerica. Ha un fiore di rara bellezza e produce un frutto buonissimo, con piccoli semi e polpa morbidissima, chiamato “frutto della passione” o “maracuja“.

Molte persone ritengono che questo frutto, chiamandosi così, sia un potente afrodisiaco naturale.

Questo è il “malinteso della passione“.

Tutta la pianta ha infatti proprietà opposte a quelle afrodisiache, essendo invece rilassante, sedativa, calmante, utilizzata nella cura dell’ansia e dell’insonnia.

Ma come si è generato il malinteso? A inizio del 1600, i missionari spagnoli in America Latina videro questo fiore e ne rimasero profondamente colpiti.

La passiflora ha infatti una serie di simboli che i mistici dell’epoca associarono alla Passione del Cristo.

Nella raggiera centrale si riconosce la corona di spine che fu posta sul capo di Gesù, nei tre stami si possono vedere i tre chiodi con i quali fu crocifisso, i cinque petali e i cinque sepali simboleggiano le cinque piaghe (due alle mani, due ai piedi e una al costato), e la loro somma rimanda ai dieci apostoli che erano rimasti fedeli a Gesù. Il ricettacolo che sorregge il pistillo rappresenta la colonna della flagellazione e i viticci sono le fruste con cui il Cristo fu flagellato.

Fu quindi chiamato dai missionari Flor de la Pasión, in italiano Passiflora, in inglese Passion Flower, e il frutto divenne quindi Passion Fruit.

E’ una pianta che è un inno alla bellezza estetica e al sacro, e porta con sé la necessaria sofferenza per raggiungere le più alte vette dello spirito e la migliore realizzazione in questa vita.

Questo è quindi il mio invito per il Tipo Passiflora: di accogliere le difficoltà, di placare l’eccesso di emozioni, seguendo quindi i principi attivi rilassanti della pianta.

E fare in modo così che la loro passione diventi una… Tranquilla Passione.

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