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Bufala detox. La sindrome del mondo cattivo.

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Facciamo cosi. Un giorno ogni sette. Per iniziare. Via i social, via le notifiche, via i telegiornali. Via tutte le connessioni.

Un giorno alla settimana si può fare no? Io intanto inizio da subito. Anzi, da sabato. Scelgo il sabato.

Ogni sabato da dedicare a buone letture, meditazione, lavori manuali, tempo da trascorrere con le persone care. E poi ho una barca da preparare per riprendere il mare dopo il riposo invernale. C’è un uliveto da potare, un orto da dissodare e molte piante da mettere a dimora. Il sabato sembra essere il giorno ideale per tutto questo. Senza notifiche però. Poi tra qualche sabato vi racconterò come è andata.

C’è chi lo chiama “digital detox“. Nel mio caso è meglio definirlo “bufala detox”. Almeno per un giorno alla settimana, perché, credetemi… ‘gnafacciopiù.

E’ un continuo leggere dotte argomentazioni, teorie strampalate e verità-rivelazione, propinate con frequenza plurigiornaliera da un numero crescente di persone così ben informate da sentirsi in dovere di rischiarare le nostre menti ottuse.

Per certe persone il male è ovunque. E’ nella politica, nell’economia, nella società. Tutto, a loro modo di vedere, è pervaso da interessi oscuri di crudeli e potenti leviatani che dominano il mondo e causano guerre e calamità naturali.

Sono questi potentissimi burattinai che avrebbero creato e diffuso il coronavirus nel mondo, uccidendo più persone possibile e, non contenti, avrebbero creato anche dei vaccini difettosi per completare il lavoro. Che poi, ahahaha che ridere, sono anche un po’ coglioni! Dopo aver sterminato buona parte dell’umanità a chi venderanno le loro medicine difettose?

Sono giornalisti asserviti al Potere quelli che vorrebbero farci credere che nel 1969 siamo andati sulla Luna. Chi non è ottuso e condizionato dal potere sa bene che i video dell’allunaggio sono stati girati da Stanley Kubrick, e tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto hanno nascosto volutamente la verità. Come disse però Umberto Eco, è difficile credere che sia stata una messa in scena, perché convincere 400mila persone al silenzio sarebbe stato più difficile che… mandare gli astronauti sulla Luna!

Ogni fake news è accolta, propagata e amplificata in nome di una Verità che “non ti vogliono dire” per proteggere gli interessi “dei poteri forti”.

Le Teorie Cospirazioniste stanno ormai dilagando, anche perché da qualche anno sono arrivati i social network. Dove tutti siamo fruitori ma anche creatori di contenuti. E non si capisce quale entità debba, o possa, fare la moderazione, senza essere anch’essa tacciata di essere al servizio dei poteri forti. E del resto pensare che l’informazione debba essere moderata da Mark Zuckerberg non è che mi faccia stare così tranquillo

Ed è così che di complotto in gomblotto si è passati senza soluzione di continuità da una pandemia globale a una grave crisi internazionale. Con le opposte tifoserie schierate e ben determinate a fronteggiarsi a suon di post e commenti, così come certi hooligan fanno con cori razzisti e striscioni offensivi negli stadi.

Una cosa che hanno in comune gli opposti schieramenti è che sono tutti incazzati. Incazzati in modo continuo, rabbioso, perdurante, prolungato e ossessivo.

Tutti convinti di essere vittime di ingiustizie ordite ai nostri danni, tutti certi di essere sfruttati e deprivati della libertà. Libertà poi, mi domando, da che cosa? E, soprattutto, liberi di fare che cosa? Di avere la benzina a prezzo calmierato? E per andare dove? Liberi di mantenere la temperatura a 21 gradi? Ma cosa è diventata questa? La guerra del termostato?

Tutti a considerare minacciosa l’altra parte, vaccinati e no-vax così come filo-ucraini e filo-putiniani, che come si vede vanno assomigliandosi sempre di più esprimendo in modo continuo, urlato e radicalizzato argomentazioni tanto apparentemente opposte quanto ugualmente dogmatiche.

Faccio mie le parole di Simone Perotti, scrittore-navigatore che considero uno dei migliori intellettuali di quest’epoca, quando dice che:

“[…] la cospirazione, in effetti, c’è e è anche molto grave, ma è la nostra verso noi stessi. Una trama che auto-sabota le nostre menti e i nostri cuori fingendo di nutrirli e riattivarli con un’adrenalina mistificatoria, mascherata di partigianeria.”

Simone propone anche una sorta di auto-check per capire se siamo finiti in mezzo a questo ciarlatanismo cospirazionista, astioso e blaterante. Si può capire che siamo messi molto male quando:

“[…] più di tre volte a settimana vi scoprite incazzati contro un’autorità, o contro i giornalisti, o contro un presunto pensiero dispotico che sta tramando contro di voi, e, parimenti, non vi capita, almeno tre volte a settimana, di amare profondamente qualcosa tanto da dimenticarvi di qualunque guerra, di qualunque minaccia, desiderosi solo di lavorare a ciò che vi appassiona con costruttivo impegno…”

E allora sapete che vi dico? io stacco le connessioni a partire dal prossimo sabato. Non per disinteresse verso la gravità del momento, ma per togliere il rumore di fondo.

Smettendo di perdere tempo prezioso a criticare (o a contrastare chi critica) il governo, i giornalisti, i virologi, i negazionisti, i politici, i terrapiattisti, i guerrafondai e i pacifisti, gli invasori e gli invasi, i complottatori e i complottisti.

E riprendendo un appuntamento, per il momento magari solo settimanale, con il lavoro di conoscenza di sé.

Per cercare di non far parte di quel nutrito gruppo di persone che, incapaci di salvare se stesse, pensano di salvare il mondo.

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